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De.licio.us

è finita l estate

di xxambraxx80 (25/11/2009 - 20:37)

È fuggita l'estate,
più nulla rimane.
Si sta bene al sole.
Eppur questo non basta.
Quel che poteva essere
una foglia dalle cinque punte
mi si è posata sulla mano.
Eppur questo non basta....
arsenij aleksandrovic tarkovskij

quando pensi di vedere un faro e invece è un cicalino di bicicletta

di xxambraxx80 (31/10/2009 - 20:59)

spesso mi è capitato,e anche di recente di confrontarmi con qualche minoranza religiosa,se..di religione si può parlare.sono più propensa a considerarle sette.

il modus operandi è lo stesso.si esaltano per sentirsi parte di qualcosa,si ritengono superiori per chissà quale scoperta superba(acqua calda),cercano proseliti in tutti i modi:a porta a porta,fermandoti nei parcheggi,invitandoti ai loro riti spacciandoli per feste tra amici.

ti riempiono di frasi fatte,la forza è dentro di te,la gioia è in tuo potere,i nemici si piegheranno al tuo cospetto.. stesso copione che si ripete,frasi sicuramente ad effetto "brandisci la spada della verità per uccidere i tuoi nemici" spada,uccidere,nemici...parole forti tipiche delle sette per infervorare gli adepti e renderli mentalmente succubi ad un ideologia. "la risposta è dentro di te",e quindi se io sono la risposta tu,santone a cosa mi servi? tutto per dirmi questo?

io sono l artefice della mia felicità o della mia tristezza,modo molto egoistico di mettere l io al centro di tutto,molto egoistico pensare di poter comandare tutto.

se si apre un confronto,ecco che usano le loro frasi fatte.pensieri già scritti(come carne già masticata) .

non trovando sempre una risposta a tutto nel manuale si offendono e minacciano su di te l ira degli dei.

quando pensi di vedere un faro e invece è il cicalino della bicicletta,qui si fermano,perchè le esperienze che vivono non sono reali,perchè pensano di essere illuminati ed invece brancolano nel buio piu ottuso.

da qui le discrepanze tra quello che professano(aiutare il mondo intero)e le vite che realmente vivono(non comunicazione con i genitori,problemi con i figli,con amici),insomma per essere degli illuminati portano un bel buio attorno a loro.


9 ottobre 1963

di xxambraxx80 (06/10/2009 - 17:47)


La frana che si staccò alle ore 22.39 dalle pendici settentrionali del monte Toc precipitando nel bacino artificiale sottostante aveva dimensioni gigantesche. Una massa compatta di oltre 270 milioni di metri cubi di rocce e detriti furono trasportati a valle in un attimo, accompagnati da un'enorme boato. Tutta la costa del Toc, larga quasi tre chilometri, costituita da boschi, campi coltivati ed abitazioni, affondò nel bacino sottostante, provocando una gran scossa di terremoto. Il lago sembrò sparire, e al suo posto comparve una enorme nuvola bianca, una massa d'acqua dinamica alta più di 100 metri, contenente massi dal peso di diverse tonnellate. Gli elettrodotti austriaci, in corto-circuito, prima di esser divelti dai tralicci illuminarono a giorno la valle e quindi lasciarono nella più completa oscurità i paesi vicini.

La forza d'urto della massa franata creò due ondate. La prima, a monte, fu spinta ad est verso il centro della vallata del Vajont che in quel punto si allarga. Questo consentì all'onda di abbassare il suo livello e di risparmiare, per pochi metri, l'abitato di Erto. Purtroppo spazzò via le frazioni più basse lungo le rive del lago, quali Frasègn, Le Spesse, Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana e San Martino.

La seconda ondata si riversò verso valle superando lo sbarramento artificiale, innalzandosi sopra di esso fino ad investire, ma senza grosse conseguenze, le case più basse del paese di Casso. Il collegamento viario eseguito sul coronamento della diga venne divelto, così come la palazzina di cemento, a due piani, della centrale di controllo ed il cantiere degli operai. L'ondata, forte di più di 50 milioni di metri cubi, scavalcò la diga precipitando a piombo nella vallata sottostante con una velocità impressionante. La stretta gola del Vajont la compresse ulteriormente, facendole acquisire maggior energia..............

Un professore: "Siamo arrivati a Longarone........che soltanto da un'ora il Toc era calato nel lago al di la della diga..........Poca la gente e gli automezzi..........Dei vigili del fuoco con qualche ambulanza, una jeep dei carabinieri, il furgone della polizia stradale. Su questo un milite gridava ostinato, nel microfono, l'identico messaggio: che suonassero le campane di tutti gli abitati, che accorressero tutti, presto, presto, per l'amor di Dio. Di Longarone non erano rimaste che macerie e i feriti dovevano contarsi a centinaia. Furono lo sgomento e il concitato esprimersi di quell'agente ad offrirci l'intuizione della tragedia.......... Ci accorgemmo allora del biancore che vagolava entro la conca oscura del Piave, del vento che tirava, come impedito da nessun ostacolo, del buio nel quale stava immerso lo spazio per solito animato dalle luci del paese (........) ci accodammo a due della stradale.......... Procedevamo sul legname, la melma, i calcinacci........... Entravamo ogni tanto nelle abitazioni alzando grida acute. Nessuno rispondeva. Lo scorrere del faro svelava stanze vuote, spogliate da ogni masserizia. Tutte coi pavimenti colmi di terra limacciosa, le pareti schizzate d'acqua e fango nero....... Intanto, qualcuno che si avvicinava, ci urlò che nelle case era inutile cercare. Che si corresse avanti, avanti, dove i feriti aspettavano d'essere aiutati........ Oltrepassato l'immobile del cinema, di botto cessarono le file delle costruzioni. E ci trovammo davanti il vuoto: un vuoto oscuro ed irreale. Fu un attimo percepire che bisognava credere nella sparizione del paese.........."

FONTE    www.vajont.net

la favola

di xxambraxx80 (30/09/2009 - 19:47)


Ora vi racconto una storia che
Farete fatica a credere
Perché parla di una principessa
E di un cavaliere che
In sella al suo cavallo bianco
Entrò nel bosco
Alla ricerca di un sentimento
Che tutti chiamavano amore

Prese un sentiero che portava
A una cascata dove l?aria
Era pura come il cuore di quella
Fanciulla che cantava
E se ne stava coi conigli
I pappagalli verdi e gialli
Come i petali di quei fiori che
Portava tra i capelli
Na na na na na na na na na?

Il cavaliere scese dal suo cavallo bianco
E piano piano le si avvicinò
La guardò per un secondo
Poi le sorrise
E poi pian piano iniziò a dirle
Queste dolci parole:

Vorrei essere il raggio di sole che
Ogni giorno ti viene a svegliare per
Farti respirare e farti vivere di me
Vorrei essere la prima stella che
Ogni sera vedi brillare perché
Così i tuoi occhi sanno
Che ti guardo
E che sono sempre con te
Vorrei essere lo specchio che ti parla
E che a ogni tua domanda
Ti risponda che al mondo
Tu sei sempre la più bella
Na na na na na na na na na?

La principessa lo guardò
Senza dire parole
E si lasciò cadere tra le sue braccia
Il cavaliere la portò con se
Sul suo cavallo bianco
E seguendo il vento
Le cantava intanto
Questa dolce canzone:

(2 volte)
Vorrei essere il raggio di sole che
Ogni giorno ti viene a svegliare per
Farti respirare e farti vivere di me
Vorrei essere la prima stella che
Ogni sera vedi brillare perché
Così i tuoi occhi sanno
Che ti guardo
E che sono sempre con te
Vorrei essere lo specchio che ti parla
E che a ogni tua domanda
Ti risponda che al mondo
Tu sei sempre la più bella
Na na na na na na na na na?

 

 

casamia

di xxambraxx80 (24/09/2009 - 21:27)

Ludè pûr fén ch’a cardî

1. Ludè pûr fén ch’a cardî
al Piemånt, la Lunbardî,
Råmma, Nâpol e Turén,
tótt al Vênet e al Trintén:
mo l pió bèl d tótt i paîṡ... ( 4 v. in tono crescente)
Quèl, dånca?
L'é la tèra di bulgnîṡ!

2. San Michêl in Bòsc l é bèl,
äl Dåu Tårr äl cåssten quèl,
e la pêrla dl Apenén
l'é San Lócca int al muntgén:
e par quasst al côr al dîṡ... ( 4 v. in tono crescente)
Cusa dîṡl al côr?
Che Bulåggna l’é un paradîṡ!

3. Cardî pûr ch’äli én tótti stòri, e ópp,
“Vedi Napoli e poi muori”, e ópp,
såul s’i vgnéssn a Månt Dunè
al pruvêrbi al srêv canbiè,
e as dirêv: “A Bulåggna ed tròt... ( 3 v. in tono crescente)
E pò dåpp?
E pò dåpp al gabariòt”!

4. Dla sapiänza, pò, i bulgnîṡ
i n an de pió d tótt i paîṡ:
i an dè al månnd äl tajadèl
- i an dè al månnd äl tajadèl,
i turtlén e äl murtadèl
-i turtlén e äl murtadèl
e cal quèl acsé zivîl... ( 3 v. in tono crescente)
Cus’êl cal quèl acsé zivîl ?
L é al telêgrof sänza fîl!


DECRESCO....

di xxambraxx80 (15/09/2009 - 20:31)


Semplicità volontaria è, in lingua italiana, il neologismo che definisce quello che, principalmente nel mondo anglosassone, viene chiamato all'interno del mondo del lavoro il downshifting - parte integrante del più vasto concetto del simple living, lo stile di vita, o lifestyle, del vivere in semplicità - ovvero la scelta da parte di diverse figure di lavoratori - particolarmente professionisti - di giungere ad una libera, volontaria e consapevole autoriduzione del salario bilanciata da un minore impegno in termini di ore dedicate alle attività professionali, in maniera tale da godere di maggiore tempo libero (famiglia, ozioso relax, hobbystica, ecc.).

 

Svalutazioni e rivalutazioni

 

La rivalutazione di antichi e nuovi valori, come una maggiore cura della forma fisica e psichica è alla base del fenomeno della cosiddetta semplicità volontaria che fa del downshifting uno dei propri cardini. Il fenomeno - che riveste già in paesi come Stati Uniti d'America e Canada aspetti socialmente rilevanti e pare essere destinato, secondo i ricercatori, a segnare il costume nel mondo del lavoro dei prossimi anni - appare essere trasversale in rapporto ai sessi, riguardando tanto maschi quanto femmine in carriera. Il postulato base, tuttavia, pare presupporre il fatto che lo stipendio eventualmente decurtabile sia di per sé sufficientemente congruo per cui un taglio più o meno elevato possa risultare in qualche modo sostenibile.

 

Secondo Datamonitor, agenzia di Londra che si occupa di ricerche di mercato, si ritiene che nel 2007 i lavoratori intenzionati a ricorrere al downshifting siano circa sedici milioni anche se, e per ovvii motivi, tale cifra sembra essere difficile da prevedere e quantificare con esatta scientificitàò[1].

 

Questa innovazione all'interno delle filiere produttive industriali ed economiche ha dato vita ad un vero e proprio movimento di pensiero ed è considerata dai sociologi una delle più eclatanti e vistose conseguenze di uno fra i molti mutamenti sociali e di costume intervenuti negli ultimi anni nell'ambito del mondo del lavoro.

 

Assumendo come termini di riferimenti il downshifting (e il conseguente downshifter, ovvero colui che attua la scelta di preferire una maggiore disponibilità di tempo libero al miraggio di possibili brillanti carriere professionali), va detto che su tale fenomeno si sono innestati studi sociologici tesi a comprendere la reale portata del cambiamento anche sotto l'aspetto puramente del costume all'interno di concetti ormai ampiamente diffusi come quelli concernenti la qualità della vita nell'era del consumismo.

 

io...e me

di xxambraxx80 (06/09/2009 - 10:00)

la mia vita mi assomiglia....e io assomiglio a lei.se devo paragonarla a qualcosa...direi ad un albergo.niente di lussuoso anzi,un pò vecchiotto con un angolo pieno di libri in disordine qualche foto ed una poltrona stra usata.un buon odore che esce dalla cucina,di brodo,dolci e coccole.incenso e musica.qui le persone vanno e vengono,qualcuno è piu abitudinario e si ferma ogni sera,altri vengono una volta al mese per lasciare un saluto,ed è sempre un piacere sentirli,e poi si siedono e fanno fatica ad andare via,mi raccontano i loro problemi,le speranze,si ride e si piange.io che sono il direttore di questo albergo,sto dietro al bancone dove tutti si appoggiano per raccontarmi di loro,ne sento di cose,ne vedo di fatti...ogni tanto entra qualche faccia nuova,di qualcuna mi innamoro,altre le lascio passare...la mia vita mi assomiglia...ed io assomiglio a lei...non sono servo,e non sono padrone di niente,è questo che mi piace,è questo che voglio ed è questo che faccio sempre in modo che sia. bacio bacio

 


tanto vale vivere....

di xxambraxx80 (26/08/2009 - 18:57)


I rasoi fanno male,
i fiumi sono freddi,
l'acido lascia tracce,
le droghe danno i crampi,
le pistole sono illegali,
i cappi cedono,
il gas è nauseabondo…..
Tanto vale vivere

dorothy parker 

tuaredda

di xxambraxx80 (24/07/2009 - 10:22)

un pò di invidia..eh???

tuaredda

di xxambraxx80 (24/07/2009 - 10:05)


una piacevole giornata di mare....

sardegna

di xxambraxx80 (24/07/2009 - 09:45)


...vista panoramca della spiaggia di Tuaredda...ah,non cercatela sulle cartine..  :-)))

piccola storia ignobile

di xxambraxx80 (25/05/2009 - 21:36)


un giorno qualcuno mi ha detto"...no.non ci credere,sarà difficile scordarsi di te".quel giorno è passato da poco e sembra propio che di me non ci sia piu memoria.

hai lasciato scemare il discorso,come un onda che si ritira dalla sabbia...ti sei ritirato ancora prima della battaglia..se battaglia ci fosse stata.io guerra non l avevo dichiarata e quindi mi sa tanto che hai aprofittato dell occasione per scappare.non hai compreso qual è stato il flusso magico che ti ha smascherato ed ha svelato l arcano?...

il condizionatore.incredibile no?il condizionatore.

la serata è stata magnifica,perfetta,poi mi hai chiesto se avevo troppo caldo,il condizionatore era gia acceso...e li ho avuto uno strano capogiro,ma ho voluto ignorare l allarme che mi era scattato.poi ci ho pensato,a lungo,tutto il giorno.qualcosa aveva stonato...non eravamo mai stati li con il caldo,non avevamo mai studiato come funzionava,avevamo guardato tutto,ma quello no.e se non l hai studiato mentre c ero io...vuol dire che tu c eri gia stato.tu.che hai sempre decantato la tua super corretezza nel non portare mai le "fidanzate"nello stesso posto.ne hai dette di tutti i colori sul mio ristorante preferito,tu,che dalla gelosia hai cambiato i miei modi di vivere,tu che mentre io stavo a casa a pensare a te tornavi nel nostro posticino con un altra.tu,maestro di correttezza,proffessore di sincerità,giudice di moralità incorruttibile.tu che dall alto dei tuoi anni mi scrutavi con occhio indagatore,scettico delle mie qualità. tu a cui io ora guardo come si guarda ad una sciocchezza incartata,questa volta non ho pianto,ho riso di te,ho riso del tuo essere uomo,ho riso del tuo castello di sabbia,ho riso del giudice severo che non riesce ad essere imputato alla sbarra.stammi bene tesoro,io sto da re!

domenica

di xxambraxx80 (25/05/2009 - 17:36)


...domenica serena,la mattina inizia con la colazione nel gazebo.pomeriggio sistemo i fiori e inizio a prepare i cocktails e panini,pizzette per gli ospiti amici... tutto è in ordine...inizia la festa

17 maggio

di xxambraxx80 (17/05/2009 - 21:52)

-17 maggio 1997-

di xxambraxx80 (16/05/2007 - 19:50)

 

Diario del 17 maggio 1997

....sono giorni brutti quelli che sto passando.la gente non capisce il mio dolore....perche non rido piu...oh,ma qui una persona è morta!è morta!non c'è piu,non la vedrò piu...si voleva sposare e non si sposerà,voleva amare ma non amerà...ora di lei c'è solo la foto.in classe un mazzo di fiore.sembra solo assente.ma quel giorno in chiesa,quando ho visto entrare la bara mi sono detta"ambra,lo sai che lì dentro c'è Patty?...

17 maggio

di xxambraxx80 (17/05/2009 - 21:33)

                                                              17 maggio 1997. 1.43 ... Patty 

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Scrivere per esempio: " La notte è stellata,

e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza ".

Il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.

in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.

L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.

come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.

Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza lei.

E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.

La notte è stellata e lei non è con me.

Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta.

Lontano.

La mia anima non si rassegna d'averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.

Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.

Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi.

Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.

La mia voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Ormai non l'amo più , è vero, ma forse l'amo ancora.

E' così breve l'amore e così lungo l'oblio.

E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,

la mia anima non si rassegna d'averla persa.

Benchè questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,

e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

 

dediato a te

di xxambraxx80 (13/05/2009 - 21:23)

"... So quello che dirmi
vorresti in quest'ora...
Non dirlo!

Guarda laggiù il fondo dello stagno
che si fa cupo
e come si rincorrono le nuvole
specchianti sul velluto nero...
Non dirlo!
Questa è una mala notte.
Lo so,
in quest'ora infuria
nel profondo del tuo petto
tutto ciò che ti preme.
Non chiedere!
Sulla tua bocca indugia
ancora la parola che ci fa infelici...
Non dirla!
Questa è una mala notte.
Me lo dirai domani.
Non lo sappiamo,
chissà forse
domani tutto sarà miracolosamente facile
ciò che oggi nessun cuore può sopportare,
ciò che oggi mi rende tanto infelice.
Non chiedere!
Questa è una mala notte." h.hesse

".. Come pesano queste giornate!
Non c'è fuoco che possa scaldare,
non c'è sole che rida per me,
solo il vuoto c'è,
solo le cose gelide e spietate,
e perfino le chiare
stelle mi guardano sconsolate
da quando ho saputo nel cuore
che anche l'amore muore." h.esse

 

livorno

di xxambraxx80 (13/05/2009 - 21:05)


Il meglio di voi
dedicatelo sempre al vostro amico.
Se conosce la risacca della vostra onda,
fate in modo che ne conosca l'impeto.
Quale amico sarà il vostro
per cercarlo nel tempo della morte?
Cercatelo sempre allora,
nel tempo della vita.
Egli può soddisfare le vostre necessità,
non il vostro nulla.
Condividete le gioie, sorridendo,
nella dolcezza.
Soltanto nella rugiada delle piccole cose
il cuore riconosce il suo mattino
e ne trae conforto.   gibran

Livorno

di xxambraxx80 (13/05/2009 - 20:53)


Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse come la mia ombra
mi stava accanto anche nel buio
non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi
quando si dorme si perdono le mani e i piedi
io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno

durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
non dico che fosse fame o sete o desiderio
del fresco nell'afa o del caldo nel gelo
era qualcosa che non può giungere a sazietà
non era gioia o tristezza non era legata
alle città alle nuvole alle canzoni ai ricordi
era in me e fuori di me.

durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
e del viaggio non mi resta nulla se non quella nostalgia.

Hikmet

dada super

di xxambraxx80 (28/04/2009 - 20:35)



dada

di xxambraxx80 (28/04/2009 - 20:16)


era ora!!!!

di xxambraxx80 (28/04/2009 - 20:00)


dada in casa prima di andare in chiesa.....

..prendila cosi...non possiamo farne un dramma...

di xxambraxx80 (16/02/2009 - 18:22)

Prendila così non possiamo farne un dramma ......

E siccome è facile incontrarsi anche in una grande città
e tu sai che io potrei purtroppo anzi spero non esser più solo
cerca di evitale tutti i posti che frequento e che conosci anche tu
nasce l'esigenza di sfuggirsi per non ferirsi di più. .....

domenica in poesia

di xxambraxx80 (15/02/2009 - 13:14)


-Non avessi sperato in te e nel fatto che non sei un poeta di solo amore

 tu che continui a dirmi che verrai domani

e non capisci che per me il domani

e' gia' passato. -

-Accarezzami,amore,

ma come il sole che tocca la dolce fronte della luna.

Non venirmi a molestare anche tu con quelle sciocche ricerche sulle tracce del divino.

 Dio arriverà all'alba se io sarò tra le tue braccia.-

-Sono folle di te,

amore che vieni a rintracciare nei miei trascorsi

 questi giocattoli rotti delle mie parole.

 Ti faccio dono di tutto se vuoi,

tanto io sono solo una fanciulla piena di poesiaa

 e coperta di lacrime salate,

io voglio solo addormentarmi sulla ripa del cielo stellato

e diventare un dolce vento di canti amore per te. -

ALDA MERINI

VARNA 1952

di xxambraxx80 (13/02/2009 - 20:54)

Impossibile dormire la notte qui a Varna
impossibile dormire
per via di queste stelle che son troppe
troppo lucide troppo vicine
per via del mornorio sul greto dell'ode morte
il loro sussurro
le loro perle
i loro ciottoli
le alghe salate
per via del rumore di un motore sul mare
come un cuore che batte
per via dei fantasmi
venuti da Istanbul
sorti dal Bosforo
che invadono la stanza
gli occhi verdi dell'uno
le manette ai polsi dell'altro
un fazzoletto
nelle mani del terzo
un fazzoletto che sa di lavanda.

Impossibile dormire la notte qui a Varna, mio amore,
qui a Varna, all'albergo Bor.

 nazim hikmet

delusa....

di xxambraxx80 (01/02/2009 - 17:15)

sabato sera da matte...è iniziata con una pizza in un posto molto alla buona,pizza birra e dolce a 10 euro!!!wow,ed ho mangiato anche bene.tante cose da raccontare e...la gara di sfighe!verso le 11 abbiamo portato a casa un amica che non sta bene e in 2 abbiamo fatto un giro per bar fino alle 4.da matte.con le cinture slacciate e la birra appoggiata in mezzo alle gambe,a guidare fino ad un altro locale,per fare rifornimento quando la birra finiva.tante cose a dirci,molte tristi,di situazioni brutte e incredibili,cosa ci tocca passare in questa vita io non so,non so perchè,non so fino a quanto una persona può sopportare.sembra che le cose belle siano solo per gli altri,che ci siano degli eletti a cui capita la famiglia giusta,il fidanzato giusto,il lavoro giusto...a noi tocca vagare,sgomitare,piangere in silenzio a denti stretti,nel buio nero che piu nero non c è.ogni tanto qualcosa rischiara il cielo,una persona che porta un pò di luce,ma so che durerà un attimo perchè a me non è permesso di essere felice, stare meglio si,ma mai bene.c'è un passo della bibbia che ho scelto di tatuarmi sulla pelle..perchè ormai è il mio stendardo da anni...scritto sul cuore... giobbe 3 25,26 .. non ti dirò di più perchè chiunque tu sia non sei degno di leggerlo... oggi mi sono svegliata tardi,con le ombre cattive della notte che galleggiavano ancora in testa.speravo di avere un pò di sole,una stella,un lumino..ma niente,nessuno a capirmi,a chiedermi.... giobbe 3 25,26....

un...regalo?

di xxambraxx80 (26/01/2009 - 13:21)

 

...ieri sera ti ho sentito.

come facciamo sempre,anche se da poco,abbiamo gia le nostre abitudini.

un amica un pò pazza mi dice sempre"l uomo non si innamora di te ma delle abitudini,diventa la sua abitudine e si innamora di te"

...e io che ho sempre fatto il contrario..sempre cose nuove,sparpaglio le carte e pesco nel mazzo a caso..una frase allegra,un pensiero strano,un desiderio intrigante...mah..beh...

ieri sera ti ho sentito.

e ti ho propio sentito vicino,con me,allora ho avuto un lampo di genio.mi sono elettrizzata,ho sbattuto gli occhi un pò con fare civettuolo e mi son detta"qui ci vuole un bel regalo".il mio eroe ne ha fatti 2 azzeccatissmi,non ci vuole molto,direbbe qualcuno,basta ascoltare e si sa cosa ti piace...peccato che nessuno mi ascolta sempre...

ma lui si,l' ha fatto,da subito...da ancora prima di vederci...un bel regalo per il mio eroe.ho pensato ad un sacco di cose che solitamente si regalano agli uomini...

poi le ho scartate,non voglio una cosa "solitamente"ne voglio una speciale una per lui,una che sa di me...ah..tutta sera a pensare,una cosa che puo tenere con se ma che gli ricorda me...ah...tutta sera a pensare..non sapevo propio..allora ti ho cercato e te l ho detto.....una cosa che tieni con te e sa di me..e tu lo sapevi,già lo sapevi...mi hai detto"il regalo piu bello che tu mi puoi fare,devo conquistarlo,vorre i tuoi pensieri"..

alle 5 ho aperto gli occhi,ho preso il cell,ti ho scritto"...e ti penso..."e mi sono riddormentata....

 

ti amo e non lo sai...a s.s.

di xxambraxx80 (25/01/2009 - 11:22)



"Con un brivido precoce
lei mi parla d'amore
con parole sottovoce
di leggero pudore
...è così dolce, regala il suo cuore
due stelle ha negli occhi
quando fa l'amore…

Ti amo e non lo sai
ti amo e mi avvicino
ti amo e non lo sai

Con un brivido precoce
lei mi parla d'amore
con parole sottovoce
di leggero pudore
...è così dolce, regala il suo cuore
due stelle ha negli occhi
quando fa l'amore…

Ti amo e non lo sai
ti amo e mi avvicino
ti amo e non lo sai
mentre ti allontani
ti amo e non lo sai…
ti amo e non lo sai…

Quando comincio
tremi e sei preoccupata
ma che bella vita
far la donna innamorata
ma tu hai grilli per la testa
tu sogni di scappare
dai, fatti la doccia e
non ci pensare…

Ti amo e non lo sai
ti amo e mi avvicino
ti amo e non lo sai
mentre ti allontani
ti amo e non lo sai…
ti amo e non lo sai…

Ti amo e non lo sai
ti amo a più non posso
ti amo e non lo sai
…mentre ti salto addosso
ti amo e non lo sai…
ti amo e non lo sai…

Apri gli occhi bagnati
mi fissi un momento
sei triste ma non puoi
tu non puoi fermare il tempo…
Un'attrice gira il mondo
un'attrice deve recitare
tu con me fai le prove
quando hai i capelli da asciugare

Ti amo e non lo sai
ti amo e mi avvicino
ti amo e non lo sai
mentre ti allontani
ti amo e non lo sai…
ti amo e non lo sai…

Ti amo e non lo sai
ti amo a più non posso
ti amo e non lo sai
…che son ridotto
all’osso …
Ti amo e non lo sai…
mentre ti allontani
ti amo e non lo sai…
ti amo e non lo sai…  "baccini

UNIVERSO

di xxambraxx80 (12/01/2009 - 17:43)

Tutto L'universo Obbedisce All'amore

Rara la vita in due... fatta di lievi gesti,
e affetti di giornata... consistenti o no,
bisogna muoversi... come ospiti... pieni di premure
con delicata attenzione... per non disturbare
ed è in certi sguardi che... si vede l'infinito

Stridono le auto... come bisonti infuriati,
le strade sono praterie...
accanto a grattacieli assolati,
come possiamo... tenere nascosta... la nostra intesa
ed è in certi sguardi... che s'intravede l'infinito

Tutto... l'universo... obbedisce... all'amore,
come... puoi tenere... nascosto... un amore.
ed è così... che ci trattiene... nelle sue catene,
tutto... l'universo... obbedisce... all'amore

Come possiamo... tenere nascosta... la nostra intesa
ed è in certi sguardi... che si nasconde l'infinito

Tutto... l'universo... obbedisce... all'amore
come... puoi tenere... nascosto... un amore,
ed è così... che ci trattiene... nelle sue catene
tutto... l'universo... obbedisce all'amore...
(obbedisce all'amore)   Battiato

16 ottobre

di xxambraxx80 (22/10/2008 - 09:54)

A mio padre
L’uomo che torna solo
a tarda sera dalla vigna
scuote le rape nella vasca
sbuca dal viottolo con la paglia
macchiata di verderame.
L’uomo che porta così fresco
terriccio sulle scarpe, odore
di fresca sera nei vestiti
si ferma a una fonte, parla
con l’ortolano che sradica i finocchi.
E’ un uomo, un piccolo uomo
ch’io guardo di lontano.
E’ un punto vivo all’orizzonte.
Forse la sua pupilla
si accende questa sera
accanto alla peschiera
dove si asciuga la fronte    l.sinisgalli

Come questa pietra
del S. Michele
così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
cos' totalmente
disanimata

Come questa pietra
è il mio pianto
che non si vede

La morte
si sconta
vivendo   ungaretti

senza me ti pentirai...

di xxambraxx80 (15/10/2008 - 19:30)


Senza me ti pentirai
Forse mai lo ammetterai
Emozione amara che
É un dolore dentro me
Che una fine più non ha
Senza me ti pentirai
Ma tu non lo ammetterai
È per questo che non so
se negli altri cercherò
di trovare gli occhi tuoi
Voglio scordarti in ogni senso
Ogni giorno cancellare un po' di te
Sarà un mìo gran divertimento
Quando tu non farai parte più di me
Senza me ti pentirai
Forse te ne accorgerai
Quando sola non sarò
Ed un senso io darò alla vita che non ho
Sema me ti pentirai
Forse mi rimpiangerai
Ma vivrò senza di te
E da oggi grazie a te
Cambio pelle e cambio me
Voglio scordarti in ogni senso
Ogni giorno cancellare un po' di te
Sarà un mio gran divertimento
Quando tu non farai parie più di me
Ma sono io che dico basta
lo che per te avrei amato in ogni senso
lo che per te sarei andata anche all'inferno
Voglio scordarti in ogni senso
Ogni giorno cancellare un po' di te
Sarà un mio gran divertimento
Quando tu non farai parte più di me
E se tu ti pentirai
Non saranno fatti miei
Quando mi rimpiangerai
Sarà troppo tardi quando
Tu ritornerai da me.   .. leda battisti..

solo e pensoso i piu deserti campi...

di xxambraxx80 (11/10/2008 - 16:52)

Solo e pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi e lenti,
e gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio uman l'arena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti;
perché ne gli atti d'alegrezza spenti
di fuor si legge com'io dentro avampi;

sì ch'io mi credo omai che monti e piagge
e fiumi e selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch'è celata altrui.

Ma pur sì aspre vie né si selvagge
cercar non so ch'Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co llui.

petrrca

 


la mia sera..

di xxambraxx80 (11/10/2008 - 16:31)


Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c'è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggera.
Nel giorno, che lampi! Che scoppi!
Che pace, la sera! Si

devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell'aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell'umida sera.

È, quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d'oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube del giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell'ultima sera.

Che voli di rondini intorno!
Che gridi nell'aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l'ebbero intera.
Né io... e che voli, che gridi,
mia limpida sera!

Don... Don... E mi dicono, Dormi!
Mi cantano, Dormi! Sussurrano,
Dormi! Bisbigliano, Dormi!
Là, voci di tenebra azzurra...
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch'io torni com'era...
sentivo mia madre... poi nulla...
sul far della sera.   

 pascoli

sera

di xxambraxx80 (03/10/2008 - 17:11)


Vedo attorno a me grigi sepolcri
lunghe ombre che giungono lontano.
Sotto le zolle che i miei piedi calpestano
giacciono in solitudine e silenzio i morti.

Sotto l'erba, sotto il tumulo,
nel freddo, sempre, e nell'oscurità,
e i miei occhi versano lacrime
che la memoria serba da anni svaniti,
poiché Tempo e Morte e Dolore mortale
feriscono di ferite insanabili.

Che io ricordi una parte appena
del dolore visto e provato laggiù
né il cielo, puro e benedetto,
ha mai dato pace al mio spirito...

                                                                                                         Di Emily Brontë

poesia..

di xxambraxx80 (03/10/2008 - 16:49)


Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,
dicendo che è un mio emissario,
non credergli, anche se sono io;
ché il mio orgoglio vanitoso non ammette
neanche che si bussi
alla porta irreale del cielo.

Ma se, ovviamente, senza che tu senta
bussare, vai ad aprire la porta
e trovi qualcuno come in attesa
di bussare, medita un poco. Quello è
il mio emissario e me e ciò che
di disperato il mio orgoglio ammette.

Apri a chi non bussa alla tua porta.

                                                                                                                              Di Fernando Pessoa

di xxambraxx80 (03/10/2008 - 16:38)

Mi leverò e andrò, ora, andrò a Innisfree,
E costruirò una capanna laggiù, fatta d'argilla e canne,
Nove filari a fave avrò laggiù, un'arnia per le api da miele,
E solo starò nella radura ronzante d'api.

E avrò un po' di pace laggiù, ché la pace discende goccia a goccia,
Discende dai velami del mattino fin dove canta il grillo;
La mezzanotte è tutto un luccichio, il meriggio purpurea incandescenza,
La sera è piena d'ali di fanello.

Mi leverò e andrò, ora, ché sempre notte e giorno
Odo l'acqua del lago lambire con lievi suoni la sponda;
Stando in mezzo alla strada, sui marciapiedi grigi,
La sento nella fonda intimità del cuore.  

                                                                          W.B.Yeats


vuoti a rendere...

di xxambraxx80 (13/09/2008 - 18:44)


"Prendi forza
Datti fiato
Questo è il tempo di decidere

Vuoi davvero
Esistere
O soltanto sopravvivere

Quante cose non ho mai fatto
Quante volte ho rimandato a un'altra volta
Quanti giorni non posso ricordare
Sottovuoti e vuoti a rendere

Non cercare
Di capire
Se è fatica o è paura

Senza rabbia
Né ossessione
Senza impegno ed ambizione
Col coraggio di sbagliare

Con le mani aperte come il mare
E la voglia di imparare
Questa volta non c'è un'altra volta
Vuoi venire insieme a me

Cammino a piedi nudi e sento l'umido
Sperando di scoprirmi uomo sulla Terra
All'improvviso un vento gonfia l'onda
Si infrange su di me
(mi fa rinascere)
mi lascio esistere

spero di esistere
ogni attimo di questa vita immensa mi spalanca
spero di resistere
oltre il bisogno di essere una storia o una leggenda
e di resistere
esperienze
sensazioni
fanno il tempo sopportabile

prendi forza
datti fiato
per esistere e resistere

senza ruoli e senza costruzioni
al di là del dover essere migliore
e anche se non mi ricorderò di un giorno
io sarò sicuro che ho vissuto

cammino ancora a piedi nudi e sono io
sperando di essere sempre uomo sulla Terra
e da lontano vedo ancora l'onda
si infrange su di me
(mi fa rinascere)
mi lascio esistere

spero di esistere
ogni attimo di questa vita immensa mi spalanca
spero di esistere
oltre il bisogno di essere una storia o una leggenda

spero di esistere
di aver dentro sempre tutta questa vita immensa
e di resistere
vivendo la mia storia anche se non sarà leggenda
ma sempre insieme a te."

_vuoti a rndere Max Gazzè-

dedicata a Caudia e Giulia...tutte per una.....


 

 

saturno...

di xxambraxx80 (13/09/2008 - 18:34)

 

ci sono 3 lacrime nel tuo cassetto

le ho viste l altra sera

blu scuro e ho

subito capito

il cuore si è stretto

in bocca sapore di sangue

forse ti aspettavi

reazione

ma fiera

dura

non ho vacillato

non posso piu

mi hai gia

pugnalato

a morte

ora hai il

fantasma di me

che niente

sente

che niente

prova

che si diverte nel

 farti credere

d esser vivo.              a.


 

firenze...

di xxambraxx80 (29/08/2008 - 21:49)


il bagno a palazzo pitti.....

tramonto a firenze

di xxambraxx80 (29/08/2008 - 21:34)


Tutte le cose sono belle e lo diventano ancora di più
quando non abbiamo paura di conoscerle e provarle.
L'esperienza
è la vita con le ali.

firenze

di xxambraxx80 (29/08/2008 - 21:17)


sempre me ne andrò per questi lidi,

tra la sabbia e la schiuma del mare.

L'alta marea cancellerà le mie impronte,

e il vento disperderà la schiuma.

Ma il mare e la spiaggia

dureranno in eterno.